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Antonio Zocchi

Autore

Antonio

Ingegnere Motorista, considera la moto una tecnologia per la libertà

Ivano Beggio e il motore Aprilia
PERSONAGGI

Ciao Ivano

E’ mancato Ivano Beggio.

Ho lavorato in Aprilia nel periodo 1998-2006, un lungo, lunghissimo periodo dove l’azienda con spettacolare metamorfosi cambiò più volte sembianze, da costruttore artigianale di successo a complesso gruppo industriale.

Nel tempo, la passione per il prodotto e per l’innovazione avevano lasciato spazio ai grandi investimenti e al gusto per gli elevati volumi produttivi, ma l’orgoglio, quello dell’Ivano delle origini, non mutò mai e permeava tutti coloro che con lui erano cresciuti negli anni, dagli specialisti del reparto corse agli operai in catena di montaggio.

Arrivai quando tutto ciò era all’apice, insieme con il successo sportivo, la notorietà commerciale e la ricchezza. Non fu facile inserirsi soprattutto per chi arrivava dal nemico diretto, un’azienda concorrente del varesotto.

Furono anni difficili, furono anni in carenatura - come si usava dire - per la mole di lavoro, i modelli nuovi, un ambiente - quello dei motori - che si era formato in pochi mesi di pari passo con il nuovo stabilimento di San Marino, fortemente automatizzato e con gente poco esperta e agile.

L’ambiente era un crogiolo di tecnici e di culture, gente che arrivava dal F1, dal diesel e dall’auto. Questo era fonte di tensioni per ogni decisione, non ci aiutò, ma fu una grande operazione culturale che insegnò molto a ciascuno di noi. In qualche modo, poi, l’ambiente nuovo ed eterogeneo fu per noi una protezione rispetto all’ambiente originale fortemente consolidato.

Dopo anni di sofferto lavoro spesi nella industrializzazione di soluzioni tecniche uniche al mondo, di forti cadenze produttive, di attenzione spasmodica ai costi e di collaborazioni internazionali di ogni genere, arrivò MotoGuzzi. Grazie Ivano per averla allora acquisita.

Si aprì per noi un periodo da sogno. Lo stabilimento storico, i tecnici – quelli che erano rimasti – di prim’ordine e con tanta tanta esperienza, un prodotto tutto da rilanciare con una gamma nuova, beh, ho ancora i brividi a pensarci.

Ancora una volta avevo l’opportunità di lavorare con persone e con cose che solo sui libri e nelle riviste normalmente si trovavano. La passione era grande. Con grande lavoro preparammo il rilancio; e con pochi soldi, dato che nel frattempo il gruppo era caduto in difficoltà.

Al cancello di uscita era pronto il maggior gruppo italiano che con le sue grinfie protese da molto lontano ci portò via tutto, progetti, prodotti, ma non l’orgoglio che nel frattempo aveva attecchito anche nel mio cuore da appassionato. Antonio

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