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Giorgio Garghetti e Antonio Zocchi

Autore

Giorgio & Antonio

Viviamo il mondo della motocicletta dalla parte delle emozioni perchè le moto si possono non solo disegnare o calcolare ma anche raccontare

JOE BAR

La Lucius del Dr. Marullo

Ci voleva la ricetta del Dottor Rizzo Marullo, farmacista di 50 anni titolare della DEVILLE CRM Motorcycles di Roma, per concepire la scrambler Lucius a partire da una Cagiva Ala Azzurra 350 del 1985, modello che consentì all’azienda di Claudio Castiglioni di occupare la classe di media cilindrata con una versione di 650 cc.

CAGIVA ALA AZZURRA 350

L’Ala Azzurra ereditava il nome dalla tradizione Aermacchi ed era basata sul mototelaio della Ducati Pantah 500, moto di fine anni 70 con la quale l’azienda di Borgo Panigale si era rivolta ad un pubblico moderno e giovanile dotandola peraltro di un motore di cilindrata ridotta rispetto alla sua normale produzione.

DUCATI PANTAH 500

Rispetto alla Pantah, l’Ala Azzurra era una moto di nuova generazione dotata di sovrastrutture più gradevoli e moderne della progenitrice e votata ad un pubblico più ampio viste le sue attitudini meno corsaiole e più turistiche e confortevoli. Le colorazioni vivaci e moderne rendevano il modello ancora più accattivante.

L’estro di CRM è stato proprio quello di derivare da una moto dai volumi armoniosi come l’Ala Azzurra una Scrambler snella ed elegante come la Lucius, nome che deriva dal cliente americano che ha voluto fare propria la creazione essendone fortemente affascinato per il suo design così sportivo ed essenziale.

Per la Lucius è stata scelta una colorazione ocra che richiama l’argilla dei percorsi fuoristradistici ed il fondo degli ovali dirt track, e un design del serbatoio ispirato alle Beta da Enduro di inizio anni 80, un periodo che ha colpito e affascinato tutti noi appassionati per la ricchezza delle novità proposte dai costruttori di allora.

Il filetto bianco che taglia trasversalmente il serbatoio ne spezza visivamente la lunghezza, richiamando i contorni della scritta Cagiva che domina il campo grigio, e riportando all’attenzione un marchio ricco allo stesso tempo di storia e di spirito di innovazione.

I motivi del serbatoio portano l’occhio a posarsi sul motore Ducati che come in altre realizzazioni dona forza e sostanza all’intera moto. Come sempre, la combinazione motore-serbatoio ben realizzata porta l’autore a metà dell’opera che, nel caso della Lucius è completata dall’eleganza e dall’essenzialità degli altri componenti come i parafanghi brevilinei e la sella in alcantara.

Le sovrastrutture ideate da CRM sono state realizzate in vetroresina in collaborazione con Kompo-Tech di Pomezia. Il telaio della moto originale è stato tagliato e risaldato nella parte posteriore. E’ stato rinforzato il trapezio del cannotto di sterzo ed alcuni elementi secondari sono stati eliminati per contenere il peso totale.

Per la forcella la scelta è caduta su una Showa da 41, saggiamente a steli tradizionali e accorciata di 6 cm. La Oram di Milano, da tempo partner di CRM, ha fornito la coppia di ammortizzatori con il serbatoio separato dal forte richiamo anni 70.

I cerchi Takasago da 18” con mozzi ricavati dal pieno portano due pneumatici tassellati Heidenau. Il disco anteriore da 260 mm lavora con una pinza Nissin sabbiata, mentre al posteriore il disco da 220 mm è accoppiato con una Brembo con pistone maggiorato.

La bella corona di trasmissione finale da 49 denti arricchisce il retrotreno con il suo diametro e il suo design. E’ realizzata in esecuzione speciale per accoppiarsi con il robusto pignone di passo 530 del datato motore Ducati.

La plancia di comando è impreziosita dal manubrio a piega bassa WRP completato da comandi Domino che raggiungono il freno anteriore e la frizione con tubazioni in treccia aeronautica.

L’effetto retro’ è rafforzato dalla luce posteriore stile vintage enduro, dalla levetta dello starter manuale posta nella zona anteriore alta della culla telaio ed infine dal bellissimo scarico due in uno a trombone con controcono della Spark di Mantova.

“Gran bella realizzazione, non c’è che dire..!”

Autore : Antonio

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