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Antonio Zocchi

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Antonio

Ingegnere Motorista, considera la moto una tecnologia per la libertà

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TECNICA

Quando tira davanti

L’Haas Moto Museum di Dallas si arricchisce di questa nuova creazione, la Killer, nata su forte ispirazione di una moto tedesca, la Killinger und Freund, di cui un esemplare unico era stato scoperto in Germania da militari americani nel 1945.

La Killinger und Freund del 1945
La Killinger und Freund costruita in germania tra le due guerre

La Killer è un’opera d’arte dove gli unici elementi standard sono i tre motori due tempi, da 60 cc ciascuno come l’originale tedesco, tratti probabilmente da macchine da giardinaggio e integrati  in un unico motore “stellare”.

La Killer di RODSMITH
La Killer di RODSMITH

La coppia viene trasmessa tramite una frizione centrifuga e da una catena finale all’ampia ruota anteriore da 19 pollici la cui campanatura consente l’integrazione del motore completo di piccoli scarichi, carburatori e distributore del carburante, nonché il passaggio dei cavi di comando dei carburatori ed il tubo benzina.

La frizione centrifuga con la trasmissione a catena
La frizione centrifuga con la trasmissione a catena

Il raffreddamento dei gruppi termici è affidato alla ventilazione prodotta dalla rotazione della ruota e delle relative razze: il risultato è certamente precario se si pensa che su utensili e macchine da giardinaggio ci si affida all’aria forzata da una ventola, ma come detto nella premessa si tratta di una realizzazione che rispetti più i canoni dell’Art Déco che dettami tecnici precisi.

La precisione dei cablaggi per i tre motori
La precisione dei cablaggi per i tre motori

La coppia motrice viene reagita dai foderi delle forcelle a cui le piastre di integrazione dei carters motore sono collegati, mentre gli steli sono connessi tramite tubi curvi al cannotto di sterzo. E qui nasce una riflessione, fermo restando che si tratta di un esercizio estetico.

Le piastre che collegano motore e forcelle
Le piastre che collegano motore e forcelle

L’asse di sterzo prolungato fino al terreno mostra – ad occhio –una distanza minima (nulla?) dal punto di contatto a terra della ruota: probabilmente non è un caso. In una moto a normale trazione posteriore si adottano avancorse positive dove cioè il punto della ruota a terra è arretrato rispetto alla intercetta dell’asse di sterzo: in questo modo il veicolo è stabile in quanto la forza a terra, orientata in verso opposto al moto (è una resistenza) produce una coppia intorno all’asse di sterzo che mantiene lo sterzo aperto, dunque in condizione stabile.

La linea della Killer con la forcella verticale
La linea della Killer con la forcella verticale

Nel caso di una moto a trazione anteriore, dove la forza è diretta in avanti, la condizione di stabilità è rispettata se l’avancorsa è negativa, cioè il punto a terra della ruota è davanti alla intercetta dell’asse di sterzo a terra. Poi però bisogna che la stabilità sia garantita anche in frenata: sulla Killer il freno anteriore non esiste ma esiste pur sempre il freno motore … in definitiva il designer, se ha fatto le cose rispettando certi canoni ciclistici, ha adottato un’avancorsa pressoché nulla … sono disquisizioni.

Banalmente si potrebbe dire che è uno scooter al contrario, ma è davvero una gran bella realizzazione. L’estetica generale della moto è “liquida”, sembra fatta cioè da grosse gocce modellate dal vento metre il veicolo avanza.

Antonio

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