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TECNICA

Tre is mei che One

La Galaxy è l’ultima creazione di Kiyonaga-san, artista della moto di origine giapponese che nel 2013 ha fondato in California il Kyio Garage, specializzato in special basate su motore Honda CB750 anni 70.

La prima è stata una quattro cilindri sovralimentata, la Cherry Blossom (fiore di ciliegio), dal nome delle aerobombe della seconda guerra mondiale che, guidate da piloti suicidi, colpivano le portaerei nemiche.

Cherry Blossom
La Cherry Blossom con un motore Honda CB750

La seconda è la Gekko anch’essa una top fuel bike dotata questa volta di due motori CB.

Gekko
La Gekko con due motori Honda CB750

Entrambi i prototipi sono esposti oggi all’Haas Museum di Dallas il cui titolare Bobby Haas ha commissionato a Kyio la realizzazione di una terza ed ancora più spinta land speed racer dotata questa volta di tre motori CB750, la Galaxy appunto.

La nuova Galaxy è una moto bellissima, nasce sia per gare di accelerazione sia per battere record in questa categoria ed è stata molto curata sotto l’aspetto tecnico ed estetico per essere degna di essere esposta presso Haas.

La Galaxy offre qualche spunto per riflettere sui vantaggi della sua architettura motoristica per un genere di moto i cui requisiti essenziali sono: una grande accelerazione, una grande stabilità sul dritto e possibilmente un’elevata penetrazione aerodinamica.

Galaxy
La Galaxy e la sua impostazione aerodinamica

La soluzione di accoppiare tre motori offre, direttamente e indirettamente, tutti questi vantaggi, vediamo come.

Anzitutto, l’architettura motoristica della Galaxy consente di “spalmare” la cilindrata nel piano orizzontale imponendo un interasse del veicolo elevato a vantaggio della stabilità sul dritto e contenendo la sezione maestra a favore di una buona penetrazione aerodinamica.

Galaxy
La sezione frontale del motore è quella del normale 4 cilindri Honda

Ma l’elemento più interessante è il minor momento d’inerzia e dunque la maggiore accelerazione garantita dai tre alberi motore rispetto all’albero di un motore quattro cilindri di pari cilindrata totale.

Approfitto per citare un concetto appartenente agli ambienti meccanici nostrani per indicare il momento l’inerzia di un oggetto che ruota: il “pidiquadro”.

P x D 2

Immaginiamo di avere a che fare con un oggetto circolare che nella sua installazione ruoti intorno al suo asse principale; può trattarsi di un volano, di una puleggia, di una ruota dentata, di un rullo, di una bobina... insomma si possono fare infiniti esempi.

Al fine di avere una indicazione sul suo momento di inerzia, con due semplici misure, quella del peso (P) dell’oggetto e del suo diametro esterno (D), e moltiplicando tra di loro queste misure (P x D2) si ottiene detta indicazione per esempio in Kg x mm2.

Anche se l’albero motore di una moto ha una forma più articolata rispetto ad un semplice volano, ragionando in prima approssimazione e per comparazione, possiamo assumere che il momento di inerzia sia rappresentato dal prodotto del suo peso per il diametro della manovella al quadrato. A sua volta, però, il peso è proporzionale al volume, cioè al prodotto del diametro massimo della manovella al quadrato per la lunghezza dell'albero.

Dunque, il momento d’inerzia di un albero motore è quantificabile con il prodotto dalla sua lunghezza (L) per il diametro della manovella (D) elevato alla quarta potenza.

L x D 4

Ora, la lunghezza (L) dell'albero motore può essere stimata come prodotto dell’alesaggio per il numero dei cilindri, eventualmente maggiorato del 15% (fattore di correzione 1.15) per tenere conto dell’effettivo interasse tra i cilindri e della cartella per il passaggio della catena di distribuzione. Il diametro della manovella (D) possiamo ritenerlo proporzionale alla corsa.

In conclusione, il momento d’inerzia (M.I.) è proporzionale al prodotto del numero dei cilindri (Z) per l’alesaggio (A) per la corsa (C) alla quarta potenza.

M.I. = Z x A x C 4

Sulla Galaxy l’alesaggio è stato maggiorato dagli originali 61 mm del motore CB750 al nuovo alesaggio di 65 mm mantenendo la corsa di 63 mm, per ottenere una cilindrata totale di 2508 cc.

Dunque possiamo calcolarne il momento di inerzia (M.I.) secondo quanto detto sopra:

M.I. Galaxy = 12 x 65 x 634 x 1.15 = 1.413 x 1010 mm5

In campo motoristico al fine di paragonare correttamente soluzioni motoristiche diverse bisogna ragionare a parità di cilindrata, di rapporto alesaggio/corsa e di di velocità media del pistone che per il motore CB750 corrisponde a :

Velocità Media Pistone = C x n° giri / 30 / 1000

Velocità Media Pistone CB750 = 63 x 8000 / 30 / 1000 = 16.8 m/s

Nell’ipotesi di un quattro cilindri in linea di pari cilindrata (2508 cc), pari velocità media del pistone (16.8 m/s) e pari rapporto alesaggio/corsa (65/63), i valori di alesaggio e corsa che si ottengono sono di 93.7 x 90.8 mm.

Per questo motore si ottiene un momento di inerzia (M.I.) dell’albero motore di:

M.I. 4 cilindri = 1.15 x 4 x 93.7 x 90.84 = 2.930 x 1010 mm5

Esattamente il doppio della soluzione Galaxy che è dunque sicuramente vantaggiosa prestazionalmente in fatto di accelerazione.

A questo si aggiunge un ingombro frontale (S) inferiore, inteso come larghezza indicativa del motore:

S Galaxy = 1.15 x 4 x 65 = 299 mm

S 4 cilindri = 1.15 x 4 x 93.7 = 431 mm

Quasi il 50% in più.

Naturalmente si tratta di numeri non assoluti ma che danno indicazioni a livello di confronto.

La Galaxy rimane in ogni caso un bell’esercizio tecnico, a partire dal fatto che dai due motori anteriori è stato asportato il gruppo cambio-frizione per essere sostituto da un sistema di trasmissioni a catena con tensionatore che collega tra di loro i tre alberi motore.

Galaxy
Il collegamento della trasmissione dei tre motori

Il sistema di lubrificazione è costituito da un’unica pompa di recupero che raccoglie l’olio delle manovelle per inviarlo nel serbatoio posto nel codone dietro la sella, mentre una pompa di mandata provvede all’invio a tutte e tre le unità motoristiche. Entrambe le pompe sono visibili sul coperchio laterale sinistro nel quale si intravede anche l’esagono per l’avviatore.

L’aspetto del motore è imponente e affascinante ed è arricchito dai dodici scarichi singoli che, totalmente privi di silenziatore, danno grande lucentezza alla parte inferiore della moto.

Galaxy
I lucenti tubi di scarico del Galaxy

Si legge che lo spirito artistico giapponese si ispiri alla sequenza fiore-uccello-vento-luna ad indicare il desiderio di elevazione man mano che le opere dell’artista evolvono.

La sequenza delle opere motoristiche di Kyio pare che si ispiri allo stesso principio, dunque è lecito chiedersi dopo la Galaxy cosa possiamo attenderci ... !

Antonio